Licenza Creative Commons
Questo/a opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia .

Translate

L'Abbazia di San Rabano, un tempo conosciuto come monastero di Santa Maria Alborense, si trova all'estremità meridionale del comune di Grosseto, nel cuore del Parco naturale della Maremma, lungo il crinale dei Monti dell'Uccellina. È situato ad una altezza di circa 320 m. s.l.m., in una "sella" tra Poggio Uccellina (347 m. s.l.m.) e Poggio Lecci (417 m.s.l.m.), circa 15 km a sud-ovest di Grosseto, non lontano dall'abitato di Alberese.

Il complesso religioso sorse in epoca medievale come monastero benedettino, quasi certamente tra l'XI e il XII secolo, non lontano dal preesistente Romitorio dell'Uccellina, situato più a valle. Una volta insediati, i monaci cercarono di rendere produttivi gli aspri terreni circostanti.

Nel 1307 i Benedettini lasciarono l'abbazia all'ordine dei Cavalieri di Gerusalemme, che iniziarono alcuni lavori di fortificazione del complesso, tra i quali anche la realizzazione della vicina Torre dell'Uccellina, con funzioni di avvistamento verso il mare aperto.

Il complesso fu definitivamente abbandonato nel Cinquecento, a seguito della costruzione della nuova chiesa presso la Villa Granducale di Alberese, che divenne la nuova sede dell'ordine nella zona. Da allora, il complesso andò incontro ad un lunghissimo ed inesorabile periodo di degrado, terminato solo sul finire del secolo scorso, quando ebbero inizio i lavori di restauro conservativo terminati nei primi anni del nuovo millennio.
Aspetto attualeIl complesso dell'Abbazia di San Rabano si presenta attualmente sotto forma di imponenti ruderi, recentemente restaurati e riportati ad un ottimo stato di conservazione.
L'abbazia si presenta a navata unica, con un transetto che unisce le due cappelle laterali, al centro del quale si trova il tiburio a sezione circolare sul quale trovava appoggio l'antica cupola. L'edificio è rimasto suggestivamente privo di copertura sommitale, come l'altrettanto rinomata Abbazia di San Galgano situata nel territorio senese.
La facciata principale della chiesa vede, in prossimità della torre campanaria situata alla sinistra, la presenza del portale d'ingresso architravato pregevolmente decorato, chiuso in alto da un arco a tutto sesto che delimita una lunetta; sull'architrave si notano tre croci templari, una posta centralmente e le altre due lateralemente. La parte posteriore dell'edificio religioso termina con tre absidi, di cui quello centrale più ampio,cordonato, a pianta semicircolare, coperto da una cupola e con una monofora romanica che si apre al centro nella parte superiore.
Il campanile si eleva imponente ma equilibrato, ben riconoscibile anche a distanza. Molto ben conservato, si presenta a sezione quadrata, ripartito in più ordini; al di sopra dell'altezza della chiesa, si aprono prima una serie di quattro monofore e poi una di quattro bifore, tutte caratterizzate da archi a tutto sesto, elementi stilistici tipici del romanico. Il livello soprastante vede una serie di quattro monofore più ampie che delimitano la parte anticamente occupata dalla cella campanaria. La torre termina priva di cuspide o altri coronamenti sommitali.
Il primo documento relativo all'Abbazia che conosciamo porta la data del 7 aprile 1101 ed è la risoluzione data dal Papa ad un contenzioso sorto tra il Vescovo di Roselle e l'Abate per quanto riguarda la riscossione di decime da parte del primo sul territorio del secondo. Nel corso del XII sec. l'ordine benedettino andò incontro ad un periodo di crisi che portò all'abbandono di molti monasteri. Tale crisi dovette sicuramente investire anche S. Rabano, ma la mancanza di documenti non permette di conoscerne con sicurezza le sorti. Il 30 Gennaio del 1303, Papa Bonifacio VIII incaricò il priorato pisano dei cavalieri di Gerusalemme di "vigilare, custodire, difendere, amministrare le terre e il monastero di Alberese." In un documento del 30 Gennaio 1307 il luogo è definito ancora "Monastero" mentre nel successivo del 18 Ottobre 1336 compare per la prima volta il termine "Fortilizio". Se ne deduce che la fortificazione, visibile ora come innalzamento delle murature con merli, sia avvenuta fra le due date. Il complesso architettonico è composto da una chiesa, dal relativo monastero e da una torre d'avvistamento detta "dell'Uccellina". I lavori risalgono a due cantieri principali ed a vari altri interventi successivi. Parte del materiale costruttivo è sicuramente di recupero e la fondazione sembra basarsi, non sappiamo fino a che punto, su strutture preesistenti. Il primo cantiere è riferibile alla fine del XI sec. mentre l'altro alla seconda metà del XII. La chiesa di fondazione aveva uno schema cruciforme con copertura a capriate e volte a botte nei transetti. La volta a crociera della navata risale al secondo cantiere così come il campanile e la cupola. Di particolare interesse risulta il sistema di copertura, in parte crollato, della navata centrale ritenuto uno dei più antichi esempi di volta costolonata in Toscana. La copertura, pesantissima, è costruita in pietrame e sorretta da grossi costoloni che poggiano tramite capitelli direttamente sui muri della navata, Molto bello l'alo tiburio ottagono della cupola, da alcuni indicato come bizantino ma rapportabile alla cultura del romanico lombardo. L'interno, particolarmente suggestivo, ospita una scala che sale lungo le pareti con sei rampe che poggiano su archi sorretti da colonne e pilastri. Della scala originaria rimane soltanto la prima rampa, mentre le altre risultano alterate dai lavori del primo restauro realizzato nel 1972. I resti del monastero non sono in un buono stato di conservazione e solo i recenti scavi hanno potuto permettere una lettura migliore del complesso che risulta essere ciò che rimane di una struttura solida con sviluppo su due piani, pavimenti in cotto e copertura in pietra. Si può riconoscere un cortile centrale con cisterna, i resti di cabalette per la raccolte delle acque piovane, un'entrata carrabile ed una più piccola, un ambiente provvisto di forno vicino alla torre dell'Uccellina e una struttura circolare, forse una preesistente torre d'avvistamento, ritenuta il nucleo più antico del complesso e del tutto inglobata nelle murature successive dell'abitato circostante non restano che poche tracce nel bosco, alcune cisterne e rovinati perimetri murari.

Attorno all'edificio religioso propriamente detto sono riconoscibili le strutture murarie aggiunte in epoca tardomedievale, durante le opere di fortificazione del complesso. Sul lato posteriore presentano alcune merlature e si adattano alla forma dell'abside emicircolara.

I resti murari visibili a destra della chiesa sono ciò che resta dell'antico complesso monastico annesso all'abbazia. In questo caso, lo stato di conservazione non ne permette una lettura molto approfondita, circa la disposizione degli spazi interni.

Nei pressi dell'abbazia sorge la Torre dell'Uccellina, fortificazione di origini trecentesche innalzata con funzioni di difesa sull'attiguo complesso religioso e di sorveglianza sul vicino tratto costiero.

.

.